Dopo Brescia, anche a Rimini si segnalano lotti di acqua San Benedetto con cattivo odore. Perché l’ULSS3 Serenissima ha rinunciato ai controlli?
A pochi giorni dalla pubblicazione del nostro articolo sull’acqua minerale San Benedetto con cattivo odore, riceviamo una nuova segnalazione da parte di un lettore di Rimini che riporta un episodio analogo. Il consumatore riferisce di aver acquistato il 18 gennaio, presso l’Acquashop di Rimini, due fardelli da due litri di acqua minerale San Benedetto Ecogreen Naturale con numero di lotto 09LA5300R e termine minimo di conservazione 28/04/2027, e di avere notato subito dopo l’apertura un odore sgradevole.
Si tratta della stessa acqua acquistata il 2 dicembre scorso presso il Famila Superstore di Castel Mella (BS) dal nostro primo lettore. L’unica differenza è la data di confezionamento, avvenuto cinque giorni dopo (come è facile dedurre confrontando il numero di lotto, 07LA5295R, e il termine minimo di conservazione, 23/04/2027).

Episodio isolato?
Nel primo episodio, le casse erano 12 e San Benedetto, dopo avere fatto le analisi, ha confermato la presenza di un’anomalia organolettica (cattivo odore), sostenendo l’assenza di contaminazioni batteriche e la conformità dal punto di vista igienico-sanitario. L’ULSS3 Serenissima da noi contattata ha scritto di non aver condotto prelievi di campioni presso lo stabilimento, ma di avere preso atto delle dichiarazioni aziendali sull’assenza di un rischio per la salute, e ha chiuso la questione. Ora emerge un secondo caso, relativo a un lotto confezionato pochi giorni dopo il precedente e diventa difficile continuare a ipotizzare un episodio circoscritto.
Questa volta è andata meglio al nostro lettore, perché il supermercato di Rimini ha sostituito immediatamente le bottiglie aggiungendo un fardello in omaggio. Anche San Benedetto ha risposto alla segnalazione del lettore ammettendo il problema del cattivo odore e sottolineando la mancanza di effetti sulla salute. Si tratta delle stesse motivazioni addotte nel primo caso di Brescia. San Benedetto scrive che “le analisi effettuate sui campioni del lotto non avevano evidenziato nessuna anomalia, soprattutto non c’era originariamente alcuna variazione organolettica”. L’azienda però non dice se le analisi sono state ripetute a distanza di due mesi dal confezionamento dopo le segnalazioni ricevute dai nostri lettori.

Controllando i lotti è facile dedurre che il problema del cattivo odore non sia un episodio isolato, ma sia durato almeno cinque giorni. Secondo i dati comunicati dall’ULSS3 Serenissima ogni lotto giornaliero è composto da 282 mila bottiglie da 2 litri. Facendo un rapido calcolo possiamo ipotizzare che il problema del cattivo odore riguardi 1,41 milioni di bottiglie, pari a 2,8 milioni di litri. È vero che le analisi ufficiali si concentrano sui parametri igienico-sanitari e sulla presenza di patogeni e per questo motivo l’ULSS3 Serenissima non ritiene necessario un ritiro e un richiamo, ma è altrettanto vero che l’acqua minerale con cattivo odore non è un prodotto idoneo alla vendita.
Un difetto organolettico – odore o sapore anomalo – rende il prodotto inadatto al consumo commerciale, anche in assenza di rischio sanitario accertato. La normativa sulla sicurezza alimentare impone agli operatori del settore alimentare di immettere sul mercato solo alimenti sicuri e conformi. L’acqua San Benedetto sarà anche senza batteri, ma l’accettabilità del prodotto è un aspetto altrettanto importante.
Nessuna analisi
Inoltre, nel primo caso, le autorità non hanno effettuato analisi indipendenti. Non è stata accertata la causa dell’odore: potrebbe trattarsi di un problema legato al contenitore, alla linea di imbottigliamento o ad altri fattori. Senza verifiche ufficiali, sulla vicenda resta un punto interrogativo. E comunque, se un’acqua sviluppa un odore anomalo è corretto lasciarla in commercio senza ulteriori verifiche? Un prodotto con cattivo odore è idoneo?
Anche se non vi fosse un rischio sanitario, in presenza di un difetto organolettico il prodotto è inadatto sotto il profilo commerciale. Un’acqua minerale con odore sgradevole non può essere considerata un prodotto idoneo alla vendita. Il fatto che due lotti pressoché consecutivi – imbottigliati a pochi giorni di distanza – presentino lo stesso problema rende difficile parlare di episodio circoscritto. Forse c’e un problema della fonte che andrebbe chiarito.
San Benedetto non ritira
In situazioni analoghe, anche in assenza di patogeni, altre aziende hanno proceduto al ritiro per difetti organolettici. La trasparenza verso i consumatori imporrebbe la verifica ufficiale da parte dell’autorità sanitaria, controlli sui lotti successivi e una valutazione sull’opportunità del ritiro volontario. Se l’acqua è sicura ma ha un odore anomalo, non è comunque accettabile che resti sugli scaffali. Attendiamo chiarimenti da San Benedetto sul numero di reclami ricevuti e sulle misure adottate.
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Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24



l’invito è di lasciare san benedetto per qualche altro fornitore o, perché no, convincersi che dal rubinetto di casa l’acqua sia migliore. la supponenza di quest’azienda è davvero irritante.
Affermare genericamente che “l’acqua del rubinetto” sia migliore è del tutto privo di fondamento scientifico.
Intanto quale acqua del rubinetto? In Italia ci sono migliaia di acquedotti. Parliamo di acquedotti di alta montagna ? Della pianura padana a forte stress industriale e agricolo?della terra dei fuochi ? Senza contare che se legge i report di Greenpeace, vedrà che qualche grave problema esiste anche negli acquedotti. La cui acqua, anche nel migliore dei casi, viene comunque clorata. E il cloro rilascia trialometani, sottoprodotti messi in relazione da numerosi studi internazionali con incremento di patologie.
Non ha poi alcun senso giudicare un intero comparto dagli errori di un produttore. Sarebbe come condannare la viticultura italiana perché UN viticulture ha venduto vino cattivo. In tal senso , ritengo più corretto il suo consiglio di rivolgersi ad altri marchi. In Italia ne abbiamo ben 300…
Il sig. Luigi non ha giudicato, ha semplicemente evidenziato come l’usanza italica del consumo di acqua in bottiglia sia assurdo e deprecabile.
I luoghi da lei citati non giustificano assolutamente l’uso smodato di acqua in bottiglia, poiché dubito fortemente che il consumo medio pro capite di minerale di 257 litri sia imputabile agli abitanti delle zone contaminate.
Sarebbe ora che la politica facesse una forte campagna contro l’abuso del consumo di acqua in bottiglia, ma purtroppo/per fortuna il settore beverage crea lavoro per migliaia di famiglie e pertanto non verrà mai fatto.
Vedere carrelli della spesa con decine di fardelli nel 2026 trovo sia aberrante..
Ma di quale terra dei fuochi parli? Se ti riferisci a quella della provincia di Napoli e Caserta, allora sei fuori strada. Noi beviamo acqua eccellente, proveniente in gran parte dalle fonti del Serino (AV), che fornisce acqua anche all’acquedotto pugliese. Se invece ti rifeirsci alla terra dei fuochi della Lombardia, posso capirlo, è ben altra cosa.
A me è capitata la stesa cosa questa settimana con un acqua naturale Boario da 500 ml servita in una panetteria caffetteria di Brescia. Lotto L2025103105.
Quando ho segnalato la questione all’esercente ha fatto spallucce, dicendo che ero l’unico a lamentarmi e che è un acqua termale …. Peccato però che la fonte Boario non sia un’acqua sulfurea, ma ricca di carbonato e magnesio, privi di odore di zolfo.
È successo anche a me, circa un anno e mezxo fa, bottiglia da 1/2 lt eco, appena aperta e con sapore salmastro.
Sono a Bari e ho acquistato fardelli di acqua San Benedetto da 500 ml, con evidente cattivi odore e sapore un po acre. Ho chiamato e mi hanno detto che da analisi era tutto ok, solo un caso isolato di acqua tenuta al sole, e non hanno ritirato nulla dal supermercato. Evidentemente non era poi così isolato !
Ritengo non esemplare e migliorabile il comportamento di San Benedetto. Nel contempo, faccio notare che la problematica riscontrata potrebbe nascere anche post imbottigliamento, ad esempio per errori nello stoccaggio o nel trasporto. Quindi al momento non è scontato che la responsabilità sia della San Benedetto e non di altri soggetti. Allo stesso tempo, quanto accaduto non può e non deve andare a discredito dell’ intero comparto acque minerali italiane, che rappresenta un eccellenza nel mondo, con prodotti di altissima qualità, portatori di qualità salienti benefiche per la salute ( riconosciute dalla scienza ) e sottoposti a centinaia di analisi giornaliere.
Dr Marco Castelli
Indipendentemente dal motivo San Bendetto dovrebbe ritirare il lotto
Sarei sinceramente curioso di leggere questi famosi “studi” per capire quanti litri dovremmo bere per ottenere le presunte proprietà benefiche. Che qualche effetto ci sia, può anche darsi… ma quali sarebbero esattamente? E soprattutto: il rapporto beneficio/costo è davvero giustificabile?
Considerando che il consumo medio è di 257 litri all’anno, immagino che — nella migliore delle ipotesi — forse 33 cl siano di queste acque “speciali”. Il resto è marketing ben confezionato.
E nel rapporto costi/benefici aggiungerei, se mi consente, anche la questione ambientale: trasporto, plastica (compresa quella del fardello) strade da riasfaltare frequentemente (a spese di tutti) per l’ammaloramento che questi enormi e pesanti tir provocano.
Ahimè ho acquistato a distanza di due settimane ad Alessandria presso il Supermercato Unes quattro confezioni da sei bottiglie con lo stesso problema. Oltre all’odore anche il gusto è particolarmente strano.e sgradevole. Penso che getterò via quelle che mi rimangono. Bisogna procedere nel far qualcosa, a riguardo; io nel frattempo cambierò marca.
Assurda mania italica questa dell’acqua in bottiglia. Ma non vi basta quella del sindaco?
La potabilità imporrebbe assenza di odore e colore. Sono senza parole
Invece dell’acqua, è possibile che sia la confezione ad avere un odore particolare? I polimeri, così come cedono purtroppo particelle, sono anche porosi?
Bisognerebbe bere acqua solo in vetro, via la plastica
Bisognerebbe bere acqua del rubinetto, altroché vetro!
Concordo in pieno, come una volta, oppure chi ha l’acqua potabile decente, beva quella!
dove sono io l’acqua potabile non è buona, sto pensando ad un depuratore
La scelta non è semplice, la manutenzione può essere imprevedibile (rischio di bere le sostanze trattenute) i costi di acquisto e di manutenzione possono essere rilevanti.
Ma…..perché non si eseguono le analisi per scoprire l’origine del cattivo odore? Per buona pace dell’azienda e dei consumatori?
Vabbè,a questo punto se ci sono questi problemi e nessuno fa niente ci si può rivolgere ai NAS dei carabinieri.
Uso la San Benedetto in bottiglia di vetro e non ha mai avuto cattivo odore potrebbe essere effettivamente un problema della bottiglia in plastica ?
Sempre i soliti ma noi abbiamo un valido motivo per far ritirare la loro acqua: basta non comprarla! Mica è l’unica sul mercato. E poi l’acqua di rubinetto mica puzza(almeno a Firenze!
la mia domanda è perchè si continui a segnalare e non si proceda a denunciare , raffigurandosi la frode in commercio, il cattivo stato di conservazione art. 5/283 e l’omissione di atti di ufficio da parte dell’Azienda sanitaria di Venezia.
Ma la segnalazione è stata fatta del nostro lettore
Direttore grazie per la sua risposta, potrebbe precisarmi se la segnalzaione all’Azienda sanitaria è stata verbele o scritta, ditinti saluti Antonio.
La segnalazione del lettore credo che sia stata scritta e comunque ci sono state risposte scritte da parte delle due ATS
Grazie, peccato che ne io e ne lei abbiamo la qualifica di agenti o ufficiali di P.G., distinti saluti Antonio.
Problema risolto: via l’acqua San Benedetto dalle tavole degli Italiani! Non è certo un buon comportamento dalla parte dell’Azienda agire in questo modo. Ma mi chiedo: dove si possono vedere i risultati delle analisi fatte? O mi è sfuggito qualcosa, o anche da parte vostra, se mi permettete, non avete ben documentato con una copia di queste analisi.
Grazie!