Bicchiere di vino rosso inclinato; concept: alcol, bevande alcoliche

Nel 1988 l’International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito l’alcol (l’etanolo) nella lista delle sostanze a effetto cancerogeno certo, cioè nel gruppo 1. Eppure, a differenza di altre molecole inserite nella medesima lista come quelle contenute nelle sigarette, la percezione dei rischi associati al consumo di alcolici non è arrivata al grande pubblico, a causa delle sovrastrutture culturali associate agli alcolici e dell’impegno dei produttori affinché ciò non avvenisse. Basta fare un confronto tra ciò che si vede in televisione, al cinema, nelle serie tv: mentre personaggi che fumano sono sempre più rari e in genere negativi (delinquenti, tossicodipendenti e così via), non c’è quasi produzione visiva che non preveda che i protagonisti bevano alcolici a tutte le ore, e attribuendo a questo gesto i significati più diversi.

In caso di produzioni statunitensi, poi, la presenza di superalcolici in ogni situazione, bevuti a tutte le ore in quantità, dalle case agli uffici, è evidente. Quella che è indispensabile fare è dunque un’operazione culturale massiccia, come hanno ricordato più volte, e messo nero su bianco in una dichiarazione ufficiale nel 2023 i vertici di organizzazioni quali la stessa OMS o il Parlamento Europeo. Ora una nuova metanalisi, supportata da numeri molto rilevanti, contribuisce a rafforzare la base teorica sulla quale impostare le campagne educazionali e le altre iniziative, chiarendo anche le particolarità del rischio in diversi sottogruppi di popolazione.

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Alcuni gruppi sociali più svantaggiati sono più vulnerabili ai danni dell’alcol

I dati di milioni di persone

La metanalisi, appena pubblicata su Cancer Epidemiology dagli specialisti dell’Università della Florida, ha infatti preso in esame 62 studi degli ultimi anni, che nel loro insieme hanno coinvolto un numero di persone compreso tra gli ottanta e i cento milioni di soggetti: probabilmente un record. Le ricerche vagliate sono state di vario tipo, da quelle classiche osservazionali a quelle con un controllo e hanno riguardato i legami tra il consumo di alcolici e diversi tipi di tumore, così come il ruolo di fattori quali l’età, le condizioni socioeconomiche, il genere, lo stile di vita, la presenza di malattie (mentali soprattutto, ma non solo), non trascurando di verificare i numeri in base alla quantità di alcolici e all’abitudine a berli.

Una serie di conferme e qualche sorpresa

Innanzitutto, escono rafforzate le prove che associano il consumo all’aumento del rischio di almeno nove tipi di tumori, insieme al fatto che la probabilità di ammalarsi sia direttamente proporzionale alla frequenza e quantità di alcolici bevuti. I tipi più strettamente correlati sono i tumori dell’esofago, del fegato, della laringe, dello stomaco, della bocca, della mammella e del colon retto.

Il consumo di alcolici, inoltre, peggiora l’andamento e quindi la prognosi di diverse patologie eventualmente presenti, a cominciare da quelle del fegato: il carcinoma epatico peggiora più rapidamente, e porta a una sopravvivenza minore, ma anche le epatiti tendono a evolvere in fibrosi prima e cirrosi poi in tempi più rapidi rispetto a quanto si vede in chi non beve.

Esistono fattori predisponenti, come alcuni tipi di geni e la presenza di alcune caratteristiche ereditarie, l’appartenenza a un certo gruppo etnico (tra quelli più a rischio vi è quello degli afroamericani), così come alcune patologie che aumentano il rischio di tumore associato all’etanolo come l’obesità e il diabete.

Due bicchieri di gin tonic, con ghiaccio e lime, accanto a un piattino di fette di lime; Concept: alcol, alcolici
I più poveri hanno conseguenze peggiori del consumo di alcol anche a parità di quantità bevuta

Scolarizzazione e condizione socioeconomica

Un grande contributo è dato dal livello di scolarizzazione e dalla condizione socioeconomica: alcuni gruppi sociali più svantaggiati sono colpiti in una misura definita sproporzionata rispetto ad altri, perché in essi aumentano sia l’esposizione che la vulnerabilità generale ai danni dell’alcol. I più poveri hanno conseguenze peggiori delle persone con meno difficoltà economiche anche a parità di quantità bevute.

Contano anche l’età della prima esposizione e il tipo di alcolico consumato regolarmente: per esempio, alcuni studi mostrano una chiara associazione tra birra o vino bianco e tumori, altri scagionano sostanzialmente i liquori, probabilmente perché bevuti saltuariamente dalla maggior parte di chi li apprezza.

Il rischio cambia poi in base al genere, che influenza il tipo di consumo: i maschi sono più abituati a bere regolarmente o comunque spesso, e questi comportamenti, per loro, rappresentano il massimo dell’aumento del rischio. Le donne invece hanno un altro fattore: le bevute eccessive, anche se più episodiche.

Fumo, sole e alcol

Il fumo, a sua volta, amplifica il rischio, anche se l’entità di tale aumento dipende dal consumo (di alcolici) e dal genere.

Un ulteriore situazione che può peggiorare il rischio derivante dall’etanolo è l’esposizione ai raggi ultravioletti. Analogamente, possono avere un ruolo un indice di massa corporeo alto o basso, la scarsa attività fisica, le infezioni che possono portare a un tumore come quelle da helicobacter pylori per lo stomaco o quelli delle epatiti (soprattutto B e C), un’alimentazione scadente dal punto di vista nutrizionale, alcuni colori degli occhi o dei capelli e certi ormoni.

La grande varietà di elementi che possono incrementare il rischio dati dall’etanolo si spiega con il principale sospettata: l’acetaldeide, primo suo metabolita dell’organismo. Questa sostanza danneggia direttamente il DNA e aumenta la permeabilità delle membrane delle cellule, portando vari effetti negativi. Per esempio, stimolano proliferazione tumorale o comunque supportano la moltiplicazione di cellule che stanno perdendo il controllo. Inoltre migliorano l’assorbimento di altri cancerogeni, aumentando la probabilità che questi svolgano la loro funzione e provochino la nascita di una lesione, e poi incrementano lo stress ossidativo delle cellule, e alterano gli ormoni e il sistema immunitario.

Che cosa fare

Chi segue con scrupolo le linee guida, che o non prevedono alcolici oppure ne tollerano quantità molto basse, è comunque protetto, ed è su questo che bisogna puntare, secondo gli autori, per migliorare la consapevolezza delle persone e spingerle a diminuire i consumi, quando non ad abbandonare tutto l’alcol. Non esiste però un solo approccio: è necessario inquadrare ciascuno degli interventi in una strategia che preveda, per esempio, anche leve fiscali e restrizioni legislative. Bisogna infine studiare interventi mirati per le persone più a rischio, anche per cercare di diminuire le disuguaglianze mediche che nascono da quelle socioeducative ed economiche.

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Osvaldo F
Osvaldo F
5 Gennaio 2026 16:16

In questo sottotitolo penso vada tolto “dalla”: saluti
Scolarizzazione e dalla condizione socioeconomica

Giulia Crepaldi
Reply to  Osvaldo F
5 Gennaio 2026 16:42

Grazie per la segnalazione, abbiamo corretto

Redento Picello Desio
Redento Picello Desio
5 Gennaio 2026 19:49

Da Enotecario, in pensione, ma amante di tutti i sapori che arricchiscono il gusto, nel mix tra cibo e bevande, dico….eliminate tutto ciò che non apporta, con modesta dose, un immediato piacere olfattivo e gustativo, o comunque una serie di evoluzioni eleganti nei primi due tre minuti. Se così non è, avrete ingerito prodotti banali, quasi certamente privi di apporti benefici alla vostra salute. Se un vino, servito a temperatura corretta, non vi racconta nulla all’olfatto, e altrettanto al gusto, è un prodotto banale e pericoloso, perché non provando alcun piacere immediato, si è portati a ripetere l’ingestione più e più volte, come se prima o poi, in qualche parte della bottiglia, si potrà trovare quello che cerchiamo. Il danno ? certo !, È che stiamo parlando di un prodotto alcolico, e l’assunzione di più bicchieri di vino, non ci farà lo sconto perché di sapore scialbo, l’alcol c’è ad ogni bicchiere, e la quantità apporta danni certi e gravi in cambio di nulla. Un bicchiere di vino di ottima qualità, anche bio, può costare attorno ai 15 €, il risultato è che una bottiglia mi accompagna per tre ) quattro giorni, e diventa parte integrante del gusto e del piacere esattamente come la quantità corretta di sale, di chiodi di garofano, di cannella, ecc.. nel cibo.. Il vino di qualità apporta spezie e sali minerali che si combinano, esaltandosi a vicenda con il vino, senza prevaricarsi. Ciò che non vi fa raggiungere dal primo sorso questa combinazione, non acquistatelo più

Fabio
Reply to  Redento Picello Desio
7 Gennaio 2026 11:41

Ottima qualità e Bio nella stessa frase non si può sentire proprio. E lo dico da enologo.
E in ogni caso a 15 euro alla bottiglia (non al bicchiere) puo trovare ottimi vini in grado di raccontare molto.

giova
giova
Reply to  Redento Picello Desio
9 Gennaio 2026 09:12

Condivido questo approccio.
Ma la quantità che per lei è ottimale può essere per altri comunque eccessiva. Io con una bottiglia arrivo a 8 gg. e dipende anche se ne ho voglia e se il cibo lo richiede.
Meno se ne beve e meglio è, a mio parere. Non insisto con nessuno per bere in compagnia

Stefano
Stefano
5 Gennaio 2026 23:51

Articolo interessante. Non credo però che aumentando le accise porti un decremento del consumo. Io ho smesso di bere da alcuni mesi, ero bevitore occasionale e grazie al libro di Carl Allen “è facile regolare l’alcool se sai come farlo” ho smesso definitivamente. È un libro molto interessante ed un metodo da divulgare perché disinnesca seriamente tutti i motivi e le false credenze per cui beviamo (o sottostiamo a qualunque dipendenza). Quindi credo che vada fatta molta prevenzione e sostegno alla persone con dipendenza, più che puntare su tasse o divieti.

Nicola
Nicola
6 Gennaio 2026 08:07

Buongiorno, sarebbe interessante capire anche l’età media di vita delle persone astemie e quali sono le maggiori cause dei decessi.
Sia chiaro che non è una provocazione … a mio parere sarebbe un dato molto interessante.

Rosanna Corona
Rosanna Corona
6 Gennaio 2026 09:44

Articolo molto interessante, scritto in modo chiaro e comprensibile per tutti.
Importante aver sottolineato il fatto che il rischio alcol non arriva al grande pubblico anche a causa dei produttori di vino e alcolici in generale. D’altra parte nel secolo scorso è stata la stessa cosa per i produttori di sigarette. È necessario fare qualcosa subito per abbassare l’eco delle pubblicità di alcolici. E fare una campagna informativa nelle scuole considerando il fatto che le nuove generazioni cominciano a bere in età sempre più precoci.

Pinco
Pinco
6 Gennaio 2026 09:58

Io vedo proprio nei film e sempre con più fastidio, più fumatori accaniti che in passato. Voi che canali guardate?

steve
steve
6 Gennaio 2026 18:25

Articolo giusto e condivisibile il difficile è : cosa bere a pasto? non certo acqua del rubinetto, nè bevande gassate o zuccherate…il vino dealcolato poi l’ho trovato personalmente imbevibile e mi viene difficile come fanno alcuni turisti stranieri prendere un cappuccino con la pizza… Mi piacerebbe evitare quel mezzo bicchiere di vino rosso ma non trovo alternative

Giulia
Giulia
Reply to  steve
8 Gennaio 2026 09:44

perché non acqua? tra l’altro esistono svariati modi per filtrarla e addolcirla nel 2026…

Domenico
Domenico
Reply to  Giulia
8 Gennaio 2026 13:48

Col pesce, con la carne e soprattutto col brodo, Acqua???? Ma che stai dicendo?? Ad ognuno il suo. Pizza senza birra non ha senso. Bandiamo le bevande zuccherate casomai. Auguri.

Lahila
Lahila
6 Gennaio 2026 18:41

Bho, ma non si citano le differenze tra le bevande, in termini di concentrazione alcolica e preparazione?

Quanto sono pericolosi gli additivi che entrano nel processi di produzione e nella conservazione?

Se ve ne sono sempre, quanta è la responsabilità dell’alcool e quanta degli additivi?

Da bevitore occasionale di vino che vedeva venerandi vecchietti, in ottima salute, bere shottini di Chianti mentre giocavano a carte nei circoletti sociali di campagna, chiedo: quanto sono pericolosi i solfiti, oppure gli anti fungini, nonché tutti gli aromi “naturali”, che di naturale poco hanno e che vengono aggiunti ad una bevanda ricca di polifenoli e altre composti utili alla nostra salute?

Giulia
Giulia
Reply to  Lahila
8 Gennaio 2026 09:49

il vino ha polifenoli perché contiene uva, non per altri motivi. dunque sono molti di più i rischi che i possibili vantaggi. dobbiamo accettare che l’alcol sia un cancerogeno di classe 1 visti gli studi pluridecennali in materia. non serve bere alcol per gustare una bevanda buona e nemmeno per divertirsi in compagnia. specialmente ora che esistono mille alternative come kombucha, feral, ma anche tè sfusi di tutti I tipi, tisane fruttate, eccetera

Cristina
Cristina
6 Gennaio 2026 23:36

Da tempo sono scandalizzata dal fetto che ci siano spot simpatici ed eleganti su vino e superalcolici, mentre sono tassativamente vietati quelli sui prodotti da fumo. Su tutti i prodotti da fumo compaiono immagini raccapriccianti e scritte minacciose, mentre vino e superalcolici presentano belle bottiglie e belle etichette. La normativa antifumo è sempre più restrittiva, ma nessun fumatore provoca incidenti stradali e i ragazzi finiscono in rianimazione per coma etilico e non per aver fumato qualche sigaretta. A me sembra un asservimento alla mentalità U.S.A., che considera “bibita” un bicchierone di liquore e lascia più libertà a chi va in giro armato che ai fumatori. Perché allora non mettiamo immagini e scritte terrificanti anche sulle bottiglie alcolici? Perché allora non ne vietiamo l’uso nei locali pubblici e financo all’ aria aperta?

Fabio
Reply to  Cristina
7 Gennaio 2026 11:47

Perche il fumo può essere passivo, l alcol no.
Perche sul vino e sui distillati ci si fa una bella fetta del pil nazionale
Perche il fumo è dimostrato avere anche in piccole quantita effetti negativi sulla salute molto marcati.
Perche il vino è un alimento e il fumo no
Perche la nicotina è una sostanza che da dipendenza, molto piu dell alcol.
Le bastano queste ragioni?

g.tummino
g.tummino
8 Gennaio 2026 09:08

ma allora come anche il vino? Un bicchiere al giorno è consigliato anche dai medici anche ora

Valeria Nardi
Reply to  g.tummino
8 Gennaio 2026 09:21

Gentilissimo, tutti gli alcolici e in tutte le quantità di assunzione fanno male. Qui le segnalo un articolo proprio su questa fake news del “bicchiere al giorno”:
L’alcol in piccole quantità fa bene? Dagli studi alla bufala https://alimentazionebenessere.club/alcol-piccole-quantita-fa-bene-bufala.html%3C/a%3E%3Cbr /> e qui un altro articolo che approfondisce alcuni aspetti: https://alimentazionebenessere.club/alcol-salute-domande-risposte-oms.html%3C/a%3E%3C/p%3E

Domenico
Reply to  Valeria Nardi
8 Gennaio 2026 13:52

Bocciata. Tutte fesserie. Ho conosciuto gente di 100 anni che fumava la pipa, mia nonna è morta a 104 anni e se le goduta. Fesserie terroristiche e basta.

Valeria Nardi
Reply to  Domenico
8 Gennaio 2026 13:56

Per fortuna che Lei sa tutto. Ritenterò l’esame

Maurizio
Maurizio
Reply to  Domenico
9 Gennaio 2026 10:22

Domenico, se lei una sera va a ballare e beve una bottiglia di vodka e poi torna a casa guidando sano e salvo lo prende a esempio per dire che scolarsi una bottiglia di vodka non provoca nessun disturbo alla guida? Lei può avere conosciuto una persona, forse due, tre o 100 che mangiando mc panini mc donalds, fumando e bevendo un wiskey al giorno sono arrivati a 100 anni ma i suoi esempi non sono che un minuscolo numero di fronte ai milioni di persone che vengono studiate con queste statistiche. Si fidi della statistica su ampi campioni, come suggerito in questo articolo, e non si basi su un paio di nonne centenarie per tirare conclusioni – mi ascolti. Saluti

Piero
Piero
8 Gennaio 2026 09:26

Grazie. È un argomento importante ma spesso non trattato perché dusturba gli operatori economici legati a prodotti alcolici. Ma è come la nicotina: è lo Stato a produrre sigarette e “pubblicità progresso” contro tale prodotto dannoso non se ne vedono!
Come educare alla giusta quantità? Come parlarne seriamente sui media più diffusi (TV, social) per prevenire malattie anche gravi e infine anche mortali?! I ministeri statali ma anche le regioni dovrebbero rendere consapevoli e informati i cittadini dei pericoli e consigliarne proprio l’utilizzo consapevole e salutare. Ma non si fa, perchè? Perché siamo sempre lì, il condizionamento delle lobby varie di settore che fanno pressione e i politici governanti non ne fanno di niente. Quando è uscito mesi fa un report sui danni dell’alcool, i vari operatori di settore intervistati ad una manifestazione di vini, hanno tutti minimizzato il problema, dicendo che un bicchiere di vino non fa male. Certo, ma non basta e una campagna educativa sull’alcool come sulle sigarette comprese quelle elettroniche non può essere rimandata o sottaciuta per non inimicarsi i potenti gruppi economici di settore. Ma il discorso deve essere ancora più esteso all’educazione scolastica. Invece di tante cose anche in parte modeste, bisognerebbe aiutare i nostri giovani e bambini alla gestione del proprio corpo, non solo dal punto di vista sessuale, ma anche alimentare e della gestione del quotidiano rispetto ai pericoli diffusi come un certo tipo di alimentazione, di bevande, di piccoli e grandi consumi pericolosi. Ma ancora non si fa perché contrasti politici e interessi vari condizionano e bloccano iniziative e corsi specifici. L’interesse e la salute pubblica non sono più in cima alle priorità dei ns governanti e vediamo la sanità sempre più privatizzata dove anche qui interessi di bottega dominano e lo Stato si ritrae se non addirittura si fa complice. Educare, informare, consapevolizzare… un obbligo doveroso da parte di chi ci governa, senza paraocchi.

Simone
Simone
8 Gennaio 2026 09:31

Domanda, in Germania ma anche Austria, e prevalentemente nei paesi a lingua tedesca si beve tantissima birra procapite, in questi paesi quanto ammonta l’incidenza di tumore dovuto all’assunzione della birra, considerando il basso tenore alcolico medio, e l’apporto di nutrienti tendenzialmente sani (cereali, luppolo e malto in primis). Però come provocazione, incidenza di tumore dovuti all’alcool nella birra in Germania dovrebbe essere del 99,8% dei consumatori…

Valeria Nardi
Reply to  Simone
8 Gennaio 2026 09:53

Come riporta la rivista “Il Mitte”: I dati più recenti, presentati da Christina Rummel, direttrice generale del Centro tedesco per le dipendenze (DHS), rivelano che l’alcol causa circa 47.500 morti all’anno. Le stime indicano che oltre il 20% della popolazione consuma regolarmente alcolici a livelli rischiosi o patologici. Circa il 9% dei tedeschi tra i 18 e i 64 anni abusa di alcol o ne è dipendente. I decessi sono legati in parte al fatto che il consumo cronico aumenta il rischio di diverse patologie, tra cui alcuni tipi di cancro, problemi cardiaci e cirrosi epatica, e in parte agli incidenti stradali e ai reati violenti commessi in stato di ebbrezza. Qui trova l’articolo completo: https://www.ilmitte.com/2025/04/emergenza-alcol-germania-rapporto-2025/

Valeria Nardi
Reply to  Simone
8 Gennaio 2026 09:56
Simone
Simone
Reply to  Valeria Nardi
8 Gennaio 2026 13:29

Grazie del link all’articolo e della risposta al mio messaggio. Uno degli effetti collaterali meno gravi è la famosa Bierbauch. Vedrò di ridurne il consumo, anche se non dovrei rientrare nell’alcolismo. Ad ogni modo meglio calare o togliere il consumo di qualsiasi bevanda alcolica. La mia era una “provazione” ma anche una informazione, dato che in certe regioni della Germania la birra viene considerato un alimento, è viene venduto a prezzo inferiore rispetto all’acqua. Buona giornata.

Giada
Giada
8 Gennaio 2026 10:58

penso che debba essere fatta sensibilizzazione su questo tema sia per i giovani che per i non più giovani, sia nelle scuole o anche tramite semplicemente tv come ai tempi c’era sul fumo e sui danni del tabagismo. Allo stesso modo, pari pari

Massimo
8 Gennaio 2026 12:43

Non discuto che l’alcool sia cancerogeno come sostanza, lo è anche l’acrilamide, come centinaia di sostanze che tutti i giorni vengono respirate od ignerite, ma credo si debbano tenere in conto la capacità del corpo umano di smaltire queste sostanze.
Il vino come il pane si consumano da secoli e secoli e non ho mai letto una correlazione diretta all’aumento dei tumori che spesso hanno più concause tra cui no tralasciare la casualità genetica ( gente che ha fumato per una vita e non ha avuto tumore, vale anche per i bevitori).
Poi se uno eccede, come per tutti gli eccessi, si aumenta la probabilità, non la certezza.

Il messaggio che passa, messo giù così, è che se bevi ti viene il tumore, ma in verità tutti i lavori parlano di aumento del rischio,
Non discuto sll’incidenza dell’alcool su altre patologie, ma se uno è malato dovrebbe attenersi ai consigli medici.

Questi studi vanno presi in considerazione, ma cum grano salis, non da “bere lisci”.

Domenico
Domenico
Reply to  Massimo
8 Gennaio 2026 14:03

Disamina perfetta. Auguri.

Giulia
Giulia
Reply to  Massimo
8 Gennaio 2026 23:38

in realtà esistono studi in oncologia che dimostrano come il rischio di tumore al seno e tumori del canale digerente esista anche a dosi mimime. non esiste una dose sicura di alcol al consumo.

Enzo Cot
Enzo Cot
8 Gennaio 2026 13:41

Premetto che lavoro nella Sanità Pubblica.
Leggendo l’articolo mi sono emerse tematiche affrontate dalla scienza con i conseguenti suoi risultati licenziati poi al pubblico dominio.
La rassegna potrebbe iniziarsi con la decaduta nobiltà delle proteine delle carni, proseguire con le oscure ombre proiettate sulla caseina e ancora con le rinnegate calorie dei grassi e l’amara fama dello zucchero, il rinnegato glutine e finire (per amor di sintesi) con l’acqua comunale, il saturo olio di palma, l’acroleina delle fritture e, appunto, l’alcool contenuto nel vino.
Per medesimo principio aggiungerei, alla schiera già passata in rassegna, l’ortofrutta e gli ittici che non saprei come possano restar fuori dalla ressa scatenata.
Il futuro sarà certamente di una umanità centenaria.
Ma come sarà questo futuro se fondato, come sembra, sul paradigma socio-culturale oggi vigente?
Nel merito, chiuderei il mio pensiero con la parola ABUSO che, per mia opinione, sintetizza e suggerirebbe soluzioni per ciò di cui abbiam parlato.
In assoluto nulla fa bene e nulla nuoce.
Ciò non è solo proverbiale antica saggezza o sapienza di scienza: è puro buon senso.
La vita, ciò è inconfutabile, ha anche il suo lato edonistico.

“…Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto!” Woody Allen

Giulia
Giulia
Reply to  Enzo Cot
8 Gennaio 2026 23:45

il lato edonistico è una scelta, la propensione fisiologica per la dipendenza da zuccheri e alcol non vuol dire che questi debbano essere effettivamente inseriti nella vita quotidiana. non riuscire a immaginare una vita senza “vizi” di questo tipo scandalizzandosi se giustamente ci viene ricordato che il cibo è nutrimento, il modo per soddisfare i fabbisogni di micro e macronutrienti, e che alimenti assolutamente non essenziali aumentano il rischio di tumore, denotano questa dipendenza. sembrerà strano da credere ma esistono cibi e bevande non fritti, a basso contenuto di zuccheri, moderato contenuto di grassi (salutari), senza alcol, ricchi di micronutrienti che sono anche gustosi e soddisfacenti. e possono sostituire perfettamente ogni abitudine autodistruttiva creata dal marketing e dalle influenze di terzi

Davide
Davide
8 Gennaio 2026 15:03

In generale l’abuso di qualsiasi cosa non porta effetti benefici ed è deleterio.
Per tutto il resto sarebbe davvero interessante una statistica sulla aspettativa di vita media delle persone super sportive, salutiste, totalmente immuni da alcol, fumo, grassi, carne, zuccheri e quant’altro considerato ormai nocivo, quindi causa di ridotta speranza di campare a lungo.
Nel dubbio, senza eccessi estremi, mi godo i piaceri della vita e lascio l’illusione di immortalità a coloro che, comunque andrà, avranno vissuto di rinunce e condotto una triste esistenza.

Giulia
Giulia
Reply to  Davide
8 Gennaio 2026 23:30

l’errore è pensare che chi non vuole consumare quello che tu elenchi sia triste. non tutti consumano il cibo emotivamente, molte persone lo consumano in quanto nutrimento. e ci sono una infinità di ottimi cibi che non sono zuccherini né con troppi grassi, e tantissime altre bevande gustose senza alcol, che non aumentano rischi di patologie.

ENRICO FRAVILI
ENRICO FRAVILI
8 Gennaio 2026 15:25

Sarò banale ma acclarato che l’alcool fa male (anche se il mio medico che è uno pneumologo mi dice che camminare al centro di Roma senza mascherina equivale a fumarsi una decina di sigarette….) resta un fatto alimentare, sociale, culturale di grande rilevanza. Con tutti questi numeri se saltuariamente – diciamo una o due volte a settimana – mi bevo un paio di bicchieri di vino in occasione di un pranzo tra parenti o amici, sono a rischio? Questo è quello che vorrei che fosse approfondito.

Paolo Magrassi
8 Gennaio 2026 17:23

I ‘colossal’ epidemiologici che—alla ricerca di copertura mediatica—mettono nello stesso calderone troppe variabili socio-economiche (la povertà, la guerra, la disuguaglianza, i generi, …) insieme a quelle bio-chimiche, rendono quasi impossibile isolare nessi causali, lasciando nel lettore addestrato, così come nella comunità scientifica, una sensazione di vacuità.

Una meta-analisi fatta male su 100 milioni di soggetti può rivelare meno dati scientifici, e meno bene, che non uno studio accurato su una coorte diecimila volte più piccina.

E’ quello che ci si aspetta da un istituto modesto (che NON è “l’Università della Florida”…).

Antonio
Antonio
8 Gennaio 2026 18:25

E’ un bellissimo articolo, ma purtroppo per poche persone, si potrebbe ripercorrere la strada del tabacco, per cercare di interessare in minor tempo il maggior numero di persone al mondo, atteso l’allarmante studio in argomento e sperare di salvare milioni di persone, guerre permettendo.

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