Il 3 dicembre 2025 la Commissione per l’Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare del Parlamento europeo ha tenuto un’audizione pubblica sui rischi legati al consumo di energy drink da parte di minori. L’udienza fa seguito a un nuovo rapporto di foodwatch Germania, in cui si mettono in risalto le potenziali nocività di questi prodotti.
Gli energy drink, infatti, se consumati in grandi quantità, possono essere pericolosi per la salute dei più piccoli e gli effetti collaterali documentati o sospetti includono nervosismo, insonnia, ansia, tremori muscolari incontrollati, aumento della pressione cardiaca, dolore toracico, palpitazioni e talvolta perfino aritmia. Tali condizioni sono causate dagli alti livelli di caffeina, zucchero e altri stimolanti presenti al loro interno. I tre principali ingredienti sono, appunto, la caffeina, la taurina – un amminoacido il cui consumo porterebbe a sentirsi più vigorosi – e il glucuronolattone – un tipo di zucchero presente naturalmente nel corpo umano aggiunto nelle bevande energetiche per aumentare la forza e migliorare le prestazioni fisiche e mentali sebbene la sua efficacia sia ancora oggetto di dibattito.
Nonostante tali pericoli, gli energy drink sono molto popolari tra i minori: circa il 68% degli adolescenti in UE li consuma, l’8% degli adolescenti ne fa uso in grande quantità (circa un litro al mese che equivale e 160 g di zucchero) e un altro 8% arriva a berne sette litri in un solo mese (circa 1 kg di zucchero). Per capire invece l’apporto di caffeina che si introduce nell’organismo è sufficiente sapere che sette lattine corrispondono a 560 mg di caffeina; il livello massimo giornaliero raccomandato per una persona di 13 anni di 50 kg è pari a 150 mg.
Energy drink e bambini
I produttori di bevande energetiche, oltre a non menzionare i possibili effetti negativi, amano affermare che il loro pubblico di riferimento non sia quello dei bambini e che sia sufficiente un’autoregolamentazione volontaria rispetto ai consumi. Ciò che invece è stato osservato da foodwatch è che le aziende promuovono massicciamente i loro prodotti in ambienti e canali in cui i giovani sono molto attivi ed esposti, tra cui pubblicità online e influencer marketing su piattaforme popolari tra i giovani, sponsorizzazioni di sport e di festival musicali.

Un’altra strategia utilizzata è quella di sostenere varie attività dedicate ai ragazzi durante il loro tempo libero: in questo modo i diversi marchi vengono associati a impressioni e ricordi positivi che possono essere appuntamenti sportivi, giochi avventurosi e momenti spensierati. A tal proposito, uno studio australiano ha rilevato che il 68% dei bambini ricorda a distanza di tempo chi ha sponsorizzato uno sport o un’iniziativa.
Il ruolo degli influencer
Un altro approccio utilizzato dalle aziende produttrici di bevande energetiche riguarda l’utilizzo dei social media. I marchi di energy drink raggiungono milioni di follower attraverso i loro canali social e, nel tentativo di ampliare il loro pubblico e di indirizzare sempre più persone verso i loro prodotti, usano influencer che hanno molto successo tra i minori, che ricordiamo essere i maggiori utilizzatori di social media.
Poiché le bevande energetiche vengono presentate e commercializzate come prodotti associati agli sport, ai videogiochi, allo studio notturno e, in generale, ad alte performance, molto spesso chi fa pubblicità sono streamer famosi (cioè persone che gestiscono canali su piattaforme streaming dai quali trasmettono video in diretta mentre giocano con i videogame commentando in tempo reale le loro azioni così da intrattenere il pubblico) o giovani sportivi. Talvolta sono questi stessi personaggi a lanciare una propria linea di bevande.

È questo il caso di MontanaBlack, un giovane streamer tedesco con 5,7 milioni di follower su Twitch (un servizio di video streaming) che nel 2023 ha presentato sul mercato il suo marchio Gönergy. Il coinvolgimento dei giovani avviene anche attraverso la loro sponsorizzazione. Red Bull, per esempio, sponsorizza attivamente la Formula 3 – categoria automobilistica per piloti emergenti – attraverso il suo programma giovanile, Red Bull Junior Team. Con il sostegno di giovani sportivi, le bevande energetiche si legano a un’idea di sano, atletico, prestante.
Nessuna regola europea
A livello europeo non esiste un approccio comune rispetto alla vendita degli energy drink. Alcuni Paesi hanno adottato misure legislative: la Lituania e la Lettonia, per esempio, ne hanno vietato la vendita ai minori di 18 anni. Alcuni rivenditori di altri Paesi, invece, hanno introdotto limiti di età propri e alcune catene rifiutano del tutto di vendere bevande energetiche. Sebbene i divieti siano spesso fini a sé stessi se non accompagnati da un’educazione alimentare che spieghi perché questi prodotti rischiano di essere nocivi per la salute, tale frammentarietà di metodo rischia di non arrivare a nessun risultato. Ciò che invece è certo è che il composto di stimolanti – soprattutto caffeina e zucchero – contenuto negli energy drink porta a veloci effetti energizzanti che calano però rapidamente spingendo i consumatori a bere in breve tempo un’altra lattina.
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Piaga dei giovani e non solo. Da nutrizionista trovo scetticismo quando spiego tutti gli effetti collaterali di queste bevande anche ai meno giovani proprio per l’effetto di dipendenza che portano. E’ necessario che questo tipo di informazione sia sempre più diffusa. grazie per il vostro articolo
Come la nicotina, le sigarette e gli alcolici sono vietati all’acquisto dei minori, anche la caffeina concentrata e gli energy drink dopanti dovrebbero esserne vietata sia la vendita, sia la somministrazione diretta ai minori di 18 anni ancora in fase di crescita.
Ragazzini ed adolescenti che amplificano artificialmente le loro prestazioni psicofisiche e sballano l’emotività con sostanze concentrate assunte, non si accontenteranno più delle loro capacità fisiche né psicologiche, con induzione alla disistima, depressione e noia vitale, fino alle dipendenze di tali ed altre sostanze anche molto più attive appena raggiungibili.