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Picco di epatite A in Campania: sotto accusa il consumo di molluschi crudi, rafforzati i controlli.

È allerta in Campania per un picco anomalo di casi di epatite A: sono 133 le infezioni segnalate nella regione tra il 1° gennaio e il 18 marzo, con la maggior parte delle infezioni concentrate soprattutto nella zona di Napoli. Lo ha reso noto oggi, 19 marzo, la Regione Campania con un comunicato in cui fa sapere anche di aver disposto un rafforzamento della attività di controllo lungo la filiera dei molluschi bivalvi. Si sospetta infatti che la causa dell’aumento dei casi sia da ricercare nel consumo di frutti di mare crudi, avvenuto in particolare durante le feste natalizie.

All’ospedale Cotugno di Napoli attualmente si contano 43 persone ricoverate per epatite A, “una cifra molto insolita nel mese di marzo” ha dichiarato all’ANSA l’infettivologa Novella Carannante. Confrontando questi dati con quelli dell’ultimo bollettino SEIEVA (Sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute), riferiti al periodo gennaio-giugno 2025, è ancora più evidente l’aumento vertiginoso dei casi: nei primi sei mesi dello scorso anno, infatti, in Campania si sono verificate solo 20 infezioni, mentre quest’anno in meno di tre mesi i casi segnalati sono già 133, sei volte tanto.

Vongole fresche; concept: molluschi bivalvi
Si sospetta che l’aumento dei casi di epatite A in Campania sia causato dal consumo di molluschi bivalvi crudi

L’epatite A

L’epatite A è un’infezione virale acuta del fegato, a trasmissione principalmente alimentare, attraverso l’ingestione di acqua e alimenti contaminati, soprattutto molluschi bivalvi consumati crudi, ma anche frutta, verdura e frutti di bosco (in particolare quelli congelati). Nelle persone adulte i sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero, mentre bambine e bambini possono rimanere asintomatici per tutta la durata dell’infezione.

Per prevenire l’infezione da epatite A, è opportuno evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati. Cozze, vongole e altri molluschi infatti dovrebbero essere consumati solo quando risultano ben cotto in modo uniforme (ne avevamo parlato già in questo articolo a proposito del consumo di molluschi crudi e dei rischi associati). È inoltre fondamentale acquistare soltanto da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, provenienza e corrette modalità di conservazione, ed evitare in modo assoluto prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali.

Anche i frutti di bosco surgelati devono essere consumati solo dopo cottura, portandoli a ebollizione a 100° C per almeno 2 minuti, e non devono quindi essere usati crudi per guarnire dolci, yogurt, semifreddi o macedonie. In Italia, tra il 2013 e il 2014 si è verificata una grande epidemia con oltre 1.700 casi di epatite A causati proprio dal consumo di frutti di bosco surgelati senza adeguata cottura.

La Regione Campania ricorda anche che per la prevenzione dell’infezione è fondamentale mantenere una buona igiene in cucina, lavando bene le mani, le superfici e gli utensili e mantenendo separati alimenti crudi e cotti. Esiste anche un vaccino per l’epatite A, indicato soprattutto per i familiari e i contatti delle persone colpite e per chi è a più alto rischio.

© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, Depositphotos

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Paoblog
20 Marzo 2026 07:30

Dopo aver visto la Serie NAS su Netflix e la totale ignoranza e/o inosservanza delle norme igienico sanitarie da parte dei ristoratori, non mi stupisco di nulla.

Dopo di che anche nel consumatore spesso manca del tutto la cultura della sicurezza alimentare.

In genere dico che il consumatore informato fa la differenza, con scelte consapevoli, ma qui non è l’informazione che manca; anche a dirlo, da decenni, certi se ne fregano.

Eugenio
Eugenio
Reply to  Paoblog
21 Marzo 2026 09:07

Approvo. Ed aggiungo: se mi avessero detto la notizia senza dirmi il luogo, ma mi avessero chiesto di fare il nome di una regione, non so perchè, ma avrei detto Campania. Chissà come mai!

edoardo grieco
edoardo grieco
Reply to  Eugenio
22 Marzo 2026 23:23

Complimenti … commento assolutamente fuori luogo!!

giulia
giulia
21 Marzo 2026 00:10

Insegnando in una scuola alberghiera agli alunni diamo le informazioni necessarie per prevenire contaminazioni tra cui quella da virus dell’epatite A. Sono convinta che scienze degli alimenti andrebbe insegnata in tutte le scuole superiori per evitare spiacevoli conseguenze per la salute.

Pinuccio
Pinuccio
21 Marzo 2026 10:34

Nessuno si ricorda più della grande epidemia di colera a Napoli negli anni ’70 del secolo scorso.
Anche allora l’attacco virale fu dovuto al consumo di bivalvi crudi.
Allora l’ignoranza era palese, poi sono arrivati tutti i regolamenti, le avvertenze sulla sicurezza alimentare, le raccomandazioni sul consumo dei molluschi.
Spiace osservare che le raccomandazioni spesso le bypassiamo sempre, pensando sempre che non possa toccare a noi

Prof. Franco Brindani
Prof. Franco Brindani
21 Marzo 2026 12:46

Sono rispettati i parametri di depurazione? Possibile che si ami ancora rischiare.

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