panettone

Il test di Altroconsumo premia diversi panettoni industriali con giudizi “buoni”, evidenziando però forti differenze di prezzo non sempre giustificate dalla qualità.

Altroconsumo pubblica sul numero di dicembre un servizio e un test sul panettone che esamina 18 marche. La prova in laboratorio ha preso in considerazione valori relativi alla presenza di uvetta burro e canditi, mentre  per quanto riguarda il giudizio sensoriale la rivista si è affidata a un gruppo di pasticceri  professionisti e a un centinaio di consumatori che hanno utilizzato occhi, naso e palato per dare il proprio parere. La rivista ricorda che il panettone quando viene tagliato deve risultare morbido e soffice, non avere difetti (buchi nella pasta e fondo bruciacchiato), mentre gli alveoli all’interno devono essere grandi e soprattutto non omogenei. Il gusto e l’aroma dovrebbero essere caratteristici delle paste acide lievitate. A volte l’eccessiva cottura rende la parte esterna amara, e la scarsa qualità dell’uvetta può risultare troppo acida.

Nella tabella elenchiamo i dolci di Natale più venduti sul mercato che hanno meritato un giudizio complessivo “buono”  posizionati  in cima alla classifica di Altroconsumo. La rivista segnala anche i panettoni Muzi Tommaso e Fiasconaro come dolci di Natale con un buon giudizio.

Come si può notare i prezzi variano molto a fronte di piccole differenze nel punteggio. Si passa da 3,30 € circa del panettone Carrefour ai circa 14,00 € per Le Tre Marie e Vergani. È importante ricordare che, quando si parla di panettoni, il sottocosto e del prezzo civetta sono prassi abituale per la determinazione del prezzo che viene definito in modo indipendente dalla qualità del prodotto e dal costo di produzione.

I parametri che sono stati presi in considerazione per valutare i panettoni sono stati: 1) etichetta; 2) analisi di laboratorio (frutta, peso, tuorlo d’uovo, burro, lieviti e muffe); 3) assaggio dei consumatori (aspetto, odore, consistenza); 4) assaggio degli esperti (aroma, aspetto esterno, aspetto interno, presentazione).
Panettone test altroconsumo 2018

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antonio
antonio
2 Dicembre 2018 15:15

Se la prova è stata fatta con rigore,e non ho ragioni per pensare il contrario,dimostra come un disciplinare bene fatto e controllato mette in condizioni anche l’industria di fare un prodotto eccellente.
La sostanziale parità di punteggio tra Carrefour e il famoso pasticciere fà riflettere.

MVittoria
MVittoria
3 Dicembre 2018 08:55

Non so nemmeno come si possa paragonare un prodotto industriale a uno di pasticceria.
Le due classifiche dovrebbero essere distinte.

federico
federico
Reply to  MVittoria
3 Dicembre 2018 10:36

Ma anche no visto che il Panettone deve rispettare un disciplinare preciso.
In ogni caso ci sono 2 follie opposte: pagare un panettone 3,5 euro o 35 euro. Non ha senso.
Non meno di 12 e non più di 20, perché il disciplinare è rigido e la differenza può essere data solo dalla qualità e dal prezzo delle materie prime.

antonio
antonio
Reply to  MVittoria
3 Dicembre 2018 11:35

invece secondo me si può e si deve.Dietro la dicitura Artigianale e/o l’altisonaza del nomedel produttore spesso si nasconde un prodotto identico se non inferiore all’industria.
Se la prova è stata fatta alla “cieca” è legittomo paragonare tutto cio che è in commercio.
Nel caso dei panettoni poi c’è un disciplinare uguale per tutti,almeno se lo si tichiama panettone.
La differenza la fà solo la qualità degli ingerdienti.
Morale: diffidare dell’industria leggendo gli ingredienti,ma verificare anche i prodotti artigianali o presunti tali,specialmente quando a fronte del NOME si richiede un prezzo alto che, a quanto pare non è giustificato

Dionigi Angeli
Dionigi Angeli
13 Dicembre 2018 09:15

Come mai da un vostro precedente foglio dove riportate il test di Altroconsumo i panettoni a marchio Coop e Esselunga sono forniti entrambi da Maina e dati i tempi di lavorazione non hanno sostanziali differenze.

Roberto La Pira
Reply to  Dionigi Angeli
13 Dicembre 2018 10:07

La lavorazione dei due panettoni è identica così come i tempi di lievitazione , cambia però un po’ la ricetta ma soprattutto la forma uno è basso l’altro è alto. È come se dallo stesso impasto di pane forma due tipologie diverse modificando qualche ingrediente secondario.

Mauro
Mauro
13 Dicembre 2018 17:49

Faccio notare che però solo Vergani non contiene emulsionanti mono e digliceridi degli acidi grassi mentre gli altri li hanno.