Nutella-zollette-di-zucchero-Gemini 2

Un vasetto di Nutella da 400 g contiene quaranta zollette di zucchero da 5 grammi. Il barattolo contiene infatti circa 200 grammi di zucchero, pari alla metà del prodotto. Il dato emerge chiaramente leggendo l’etichetta nutrizionale, ma lo abbiamo tradotto graficamente in una foto perché l’immagine a volte è molto più efficace di tante parole.

Se la Nutella fosse valutata con l’etichetta a semaforo Nutri-Score, il risultato sarebbe una E rossa: la crema, infatti, sarebbe penalizzata dall’elevatissimo contenuto di zuccheri e anche di grassi saturi derivati dall’olio di palma. L’etichetta a semaforo aiuterebbe a inquadrare il prodotto per quello che è: una crema dolce alla nocciola, poco adatta a una colazione equilibrata né tantomeno come alimento “adatto tutti i giorni”.

Nutella composizione
La composizione della Nutella inserendo in un vasetto i var ingredienti

Troppo zucchero in pochi cucchiai di Nutella

Il problema diventa ancora più evidente se si guarda alle porzioni. Una sola porzione da 15 grammi (circa un cucchiaio) apporta più di 8 grammi di zucchero, cioè quasi due zollette. Ma nella pratica, soprattutto tra bambini e adolescenti, le quantità consumate sono spesso superiori. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e la Società italiana di nutrizione umana (SINU), l’apporto di zuccheri aggiunti o liberi nei bambini non dovrebbe superare il 10% del fabbisogno calorico totale, con l’indicazione di scendere idealmente al di sotto del 5% per una maggiore tutela della salute.

Per un bambino di 3-6 anni, che consuma in media 1.200-1.400 kcal al giorno, il limite massimo del 10% corrisponde a 30-35 grammi di zuccheri liberi al giorno, mentre il valore prudenziale del 5% scende a 15-17 grammi. Per un ragazzino di 10-14 anni, con un fabbisogno medio di 1.800-2.200 kcal, il limite massimo è di 45-55 grammi, ma quello raccomandato resta 22–27 grammi al giorno.

Cucchiaino di crema spalmabile alla nocciola; concept: Nutella
Una sola porzione da 15 grammi (circa un cucchiaio) apporta più di 8 grammi di zucchero

Alla luce di questi valori, una colazione a base di pane e Nutella può coprire una quota rilevante — se non totale — del limite giornaliero di zuccheri liberi. Tre cucchiai abbondanti di Nutella (una quantità tutt’altro che rara) apportano infatti oltre 25 grammi di zucchero, sufficienti da soli a raggiungere o superare il limite prudenziale del 5% sia per i bambini più piccoli sia per molti ragazzi. E questo senza considerare che, nel corso della giornata, gli zuccheri arrivano anche da succhi, snack, biscotti, bevande, yogurt e altri prodotti dolci.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istat mostrano infatti che in Italia il consumo di zuccheri liberi è stabilmente superiore alle raccomandazioni dell’OMS, soprattutto tra bambini e adolescenti.

Non tutte le creme alla nocciola sono uguali

È vero che la stragrande maggioranza delle creme alla nocciola presenti sul mercato ottiene un Nutri-Score E rosso per l’elevato grado zuccherino e la presenza di grassi saturi, ma non sono tutte uguali. Consultando il database pubblico di Open Food Facts, troviamo vasetti che ottengono un giudizio migliore, come la Nocciolata Rigoni di Asiago, la crema alle nocciole Novi e quelle a marchio Conad, Coop e NaturaSì che hanno un Nutri-Score D. Ci sono anche quelle con Nutri Score C come Socado e Baule Volante.

La differenza non è marginale: passare da una crema con oltre il 50% di zucchero a una con valori più contenuti significa ridurre in modo significativo l’apporto di zuccheri liberi a parità di consumo.

Ancora una volta, l’etichetta a semaforo  Nutri-Score non serve a “promuovere” o “bocciare” ma a rendere confrontabili prodotti della stessa categoria, mostrando in modo immediato ciò che oggi l’etichetta tradizionale tende a nascondere: quanto zucchero c’è davvero in un vasetto.

© Riproduzione riservata Foto: Elaborazione grafica creata con Gemini IA, Depositphotos

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luigiR
luigiR
15 Gennaio 2026 12:59

troppi consumatori si lasciano guidare dalla gola e non dalla ragione…

Federico
Federico
15 Gennaio 2026 20:52

Non c’è bisogno di vederlo , basta assaggiare. Il gusto sa di grasso e zuccheri.

Andrea
Andrea
16 Gennaio 2026 09:29

Con due “novità” cioè etichetta a semaforo Nutriscore e tassa sugli zuccheri aggiunti (alimenti e bevande), si otterrebbero due risultati a favore di un consumo salutare e consapevole:
prezzi e alimenti confrontabili, ovvero prodotti con più zucchero e grassi saturi oggi più “economici” sarebbero confrontabili con prodotti con più nocciola e cacao, più salutari e costosi. (anche più buoni ma il gusto è personale)

Domenico
Domenico
Reply to  Andrea
16 Gennaio 2026 11:10

L’aumento lo paghiamo noi. Auguri.

Andrea
Andrea
Reply to  Domenico
16 Gennaio 2026 18:52

al momento, quando compriamo e consumiamo questi prodotti con molti zuccheri e grassi, a seconda delle dimensioni del barattolo, stiamo pagando tra i 10 e i 20 €/kg lo zucchero , che però da solo in media costa 2€/kg.
Mi sembra già costoso, ma chi compra spesso non guarda il costo al peso.
Infatti sullo scaffale i vari prodotti sembrano avere lo stesso prezzo finale, anzi quelli con meno zuccheri e grassi sembrano costare di più, a confezione, però il contenuto è diverso, c’è più cacao, o nocciole o altra frutta secca.
Il guadagno è tutto di chi vende lo zucchero e olio a caro prezzo spacciandolo per cacao e nocciole.
Con la tassa sullo zucchero contenuto, il prezzo forse aumenterebbe:
chi produce per continuare a vendere potrebbe incamerare l’aumento, mantenendo lo stesso prezzo a confezione, oppure diminuire lo zucchero contenuto.

Indirettamente, in assenza della tassa, probabilmente stiamo già sovvenzionando chi produce alimenti con troppi zuccheri, e sulla pelle di chi li consuma, attraverso l’aumento dei casi di diabete e obesità e direttamente con le spese sanitarie collegate.

Andrea
Andrea
Reply to  Domenico
18 Gennaio 2026 18:38

in realtà chi compra un alimento con tanto zucchero sta pagando tra i 10 e 20 €/kg quello zucchero che si può trovare al dettaglio a 2€/kg.
Quindi sta già pagando TANTO al produttore e venditore di crema zuccheroliosa.

Produttore che così, vendendo zucchero a caro prezzo, è in effetti è tra i più ricchi d’Italia.
Preferisco spendere i miei soldi per comprare una crema con cioccolato e nocciole.

Se ci fosse la tassa, non è detto che il prezzo aumenterebbe: il produttore potrebbe o ridurre lo zucchero contenuto, o ridurre il suo margine.

Roberto La Pira
Reply to  Andrea
18 Gennaio 2026 19:34

La riduzione dello zucchero nei prodotti è un risultato che si pone la sugar tax, Ma per ottenere questo risultato dev’essere almeno del 20%

federico
federico
Reply to  Andrea
16 Gennaio 2026 11:23

Nutriscore e tassa sugli zuccheri non garantiscono risultati rilevanti . Chi li ha introdotti ha avuto qualche effetto, ma anche criticitá.
E francamente se la gente non sa leggere…. fatti loro.
Piuttosto allora per prodotti come questo é preferibile l’acquisto col CF,,, tot nutella al mese poi chiuso.

Valeria Nardi
Reply to  federico
16 Gennaio 2026 11:35

Veramente da tutti gli studi è emerso che l’applicazione del Nutri-score dà ottimi risultati.
Indagine sul Nutri-Score: i risultati confermano l’efficacia del sistema: https://alimentazionebenessere.club/indagine-sul-nutri-score.html%3C/a%3E%3Cbr /> In questo articolo si spiegano bene alcuni vantaggi dell’etichetta nutri score: https://alimentazionebenessere.club/nutri-score-que-choisir-francia-favorisce-prodotti-tradizionali.html%3C/a%3E%3Cbr /> Dal report “L’analisi dei differenziali ha evidenziato che Nutri-Score è particolarmente adatto a sottopopolazioni a rischio dal punto di vista nutrizionale, come i giovani adulti o le persone con scarse capacità di lettura e di calcolo. Uno studio condotto in Francia su oltre 14.000 persone71 ha dimostrato che la probabilità di classificare correttamente i prodotti utilizzando Nutri-Score, rispetto a una situazione di controllo in cui non era disponibile alcuna etichetta, era particolarmente elevata nei partecipanti provenienti da contesti socio-economici inferiori e in quelli con livelli inferiori di conoscenze nutrizionali.” Ducrot P, Mejean C, Julia C, Kesse-Guyot E, Touvier M, Fezeu LK, Hercberg S & Péneau S. Objective Understanding of Front-of-Package Nutrition Labels among Nutritionally At-Risk Individuals. Nutrients. 2015 Aug; 7(8):7106-25
E l’applicazione del Nutri-score non impedisce di attuare anche politiche di educazione alimentare o altro.
LIBRO :
https://alimentazionebenessere.club/mangia-e-taci-libro-serge-hercberg-nutri-score.html%3C/a%3E%3C/p%3E

Franco
Reply to  Valeria Nardi
16 Gennaio 2026 20:41

Il Nutri Score è poco attendibile perché si basa su 100 grammi come porzione. Lei riuscirebbe a mangiare 100 grammi di parmigiano reggiano che, nonostante sia un buon prodotto, ma tra sale, calorie e altro mica scherza. Però una porzione, ad esempio, di 30 g allora il risultato cambierebbe eccome. Personalmente reputo migliore uno score che sia studiato sulla porzione. Ma inutile parlare perché ciclicamente accusate determinati prodotti. Chi scrive, non è un consumatore di questa crema.

Roberto La Pira
Reply to  Franco
17 Gennaio 2026 10:09

Il riferimento a 100 g del Nutri Score è inevitabile perché è l’unico modo per fare un confronto fra prodotti della stesa categoria e quindi permettere al consumatore di fare una scelta ragionata e consapevole . Se si prendessero come riferimento le porzioni il confronto non sarebbe possibile in quanto ogni aziende azienda fissa liberamente la sua porzione che per lo steso prodotto può variare ad esempio da 25 a 30 fino a 35 g

Franco
Franco
Reply to  Roberto La Pira
17 Gennaio 2026 14:53

Totalmente d’accordo, ogni azienda fissa la porzione quindi, il consumatore, può far tranquillamente un conteggio sulla porzione. Farla di default a 100 gr spesso quella grammatura non viene consumata e non hai più chiaro il quadro anzi, non aiuta. Io non credo che un produttore di grana/parmigiano, uno di salumi ecc, ti possa indicare la propria porzione a 100 gr perché sarebbe eticamente errato per questo continuo ad insistere che, se proprio bisogna insistere su un semaforo, allora meglio la porzione. Tuttavia reputo inopportuno tutte queste etichette perché si sa che determinati alimenti non sono salutari ma, battagliare screditando ciclicamente un prodotto, non pone voi di giudizi democratici. Scommetto che tra sei mesi ci sarà un altro articolo denigratorio. Se scrivo tutto ciò è perché forse vi seguo?! Non difendo nessuno, ma piacerebbe più trasparenza. Con stima, Franco.

Roberto La Pira
Reply to  Franco
17 Gennaio 2026 16:07

Ci sono centinaia di studi a livello internazionale che confermano la validità dell’etichetta a semaforo Nutri Score. Metterli in dubbio è lecito e di solito lo fanno le aziende che producono cibi ultra processati, governi come quello italiano che hanno proposto in alternativa un modello che non usa nessuno e persone che mettono in dubbio i lavori scientifici.

Franco
Franco
Reply to  Roberto La Pira
17 Gennaio 2026 19:14

Spiace, ma vedo che si continua a tergiversare sul mio commento non del semaforo ma del continuo attacco che avviene ciclicamente a dei prodotti. Ne avete fatte a bizzeffe di articoli sul quantitativo di zucchero della Nutella e sui livelli di olio di palma però, ritornate a parlarne. Ci avete informato in maniera perfetta, e vi riconosco il merito, nel passato ma vedo che avete necessità di farlo di tanto in tanto. Mi pongo più di una domanda. Sugli studi scientifici, di cui ho tanto rispetto, il glifosato sappiamo cosa è, tuttavia Efsa ha demonizzato più il palm oil che questa sostanza cancerogena chimica continuando ad autorizzarla ma da parte vostra vedo più accanimento su Nutella. Ancora una volta mi pongo qualche domanda.

Roberto La Pira
Reply to  Franco
18 Gennaio 2026 10:23

Se in Itali si consuma poco olio di palma rispetto agli altri Paesi lo si deve alla nostra campagna. Se l’eccesso di zucchero sia un problema a livello nutrizionale per gli Italiani lo dicono le statistiche e i report delle istituzioni. È altrettanto vero che Ferrero e in particolare Nutella sono i marchi più conosciuti in Italia e l’azienda è molto abile nell’abbinare zucchero e olio di palma in decine di prodotti riscuotendo notevole successo commerciale . Per questo ne parliamo.

Giuseppe
Giuseppe
Reply to  Andrea
18 Gennaio 2026 19:06

L’industria é già sul piede di guerra e le lobby pronte a contrastare il benché minimo calo delle vendite!

Tonino Riccardi
Tonino Riccardi
16 Gennaio 2026 21:31

Chi non vuole il nutriscore lo fa solo per interesse. Non ci sono altre opzioni.

Tonino Riccardi
Tonino Riccardi
16 Gennaio 2026 21:35

Un vasetto da 400 grammi contiene 200 grammi di zucchero (40 zollette). La metà. Completamente assurdo !

Gianbattista
Gianbattista
17 Gennaio 2026 14:13

Con tutti i buoni prodotti alimentari che si sono in Italia, il re Carlo d’Inghilterra se ne è tornato in patria con un vasetto di Nutella come regalo!

Giuseppe
Giuseppe
18 Gennaio 2026 19:04

Ho visto oggi nel supermercato Coop interi bancali di prodotti Ferrero con al centro una cinquantina di barattoli di Nutella, un vero accalappia mamme con figli al seguito! Come non fossero bastate le quintalate di zuccheri natalizi ora si pensa al carnevale dopodiché sarà un fiorire di uova e colombe ampiamente zuccherate di ogni marca perché ovviamente ogni ditta deve essere presente. A volte mi viene la nausea a vedere tutto quello spreco pensando a quanti quintali di invenduto finisce nelle discariche. Come erano belli i negozietti di una volta dove potevi scegliere al massimo 5-6 marche di ogni prodotto e spendevi soltanto per il necessario!

Roberto La Pira
Reply to  Giuseppe
18 Gennaio 2026 19:32

Le eccedenze non sono però un elemento certo.

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