Allerta botulino per la zuppa Terra & Vita: 13.400 confezioni già vendute e un caso grave, ma restano ignoti i punti vendita coinvolti.

Dopo l’allerta botulino lanciata ieri sera dal Ministero della salute per la Zuppa di Legumi e Cereali con il marchio Terra&Vita, prodotta dalla società Zerbinati Srl per conto di Buonaterra, le notizie si sono bloccate. Il lotto sospettato di essere contaminato è il numero B0803A, e la scadenza sulla confezione indica il 26/03/14 (domani). Si tratta di una zuppa pronta in un contenitore di plastica arancione; ne sono stati venduti 13.400 pezzi in diversi supermercati e punti vendita.

La società precisa che tutti i supermercati e i punti vendita hanno ricevuto un avviso urgente dove si invita a ritirare immediatamente il prodotto dagli scaffali, ma ha anche dichiarato che le 13.400 confezioni sono già state vendute: praticamente tutte visto che scadono domani. La tossina botulinica di tipo B è stata riscontrata sui residui della zuppa aperta, consumata da un uomo il 19 marzo scorso, ora ricoverato in condizioni critiche in un ospedale di Padova. Le analisi sono state condotte dai laboratori dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

 allerta botulino -Zuppa Legumi Cereali-piatti pronti
Sono state vendute 13.400 confezioni di “Zuppa di legumi e fagioli” sospettate di essere contaminate da botulino

Abbiamo chiesto senza successo a Terra&Vita l’elenco dei punti vendita interessati. In compenso il produttore Zerbinati e il distributore Terra&Vita hanno promesso un comunicato in tarda mattinata. Una cosa è però certa, il vasetto di zuppa che ha mangiato la persona ricoverata in ospedale è stato acquistato all’Ipermercato Rossetto situato all’interno del centro commerciale Le centurie di San Giorgio delle Pertiche in provincia di Padova (vedi foto). Il gruppo Rossetto per avvisare la clientela ha appeso cartelli in tutti i 30 punti vendita che avevano in assortimento le confezioni di zuppa. Se qualche lettore avesse l’opportunità di fotografare questi cartelli, invii l’immagine in redazione.

Il botulino nelle zuppe

Qualcuno ci ha chiesto come mai, se la zuppa è stata acquistata da migliaia di persone, solo una è stata colpita da botulino. La vicenda non è così strana – spiegano gli esperti – ci sono stati altri casi simili. È possibile perché il botulino può anche essere presente in una conserva vegetale che non è stata sottoposta agli adeguati trattamenti per eliminare il batterio e non dare fastidio. Se però si creano le condizioni ideali per la germinazione, il batterio sviluppa la tossina e in questo caso bastano quantità veramente minime per mettere in pericolo di vita la persona. Questo evento può accadere anche solo in una confezione.Tutti i consumatori eventualmente in possesso della zuppa non devono assolutamente consumarla ma restituirla alle Asl o al punto vendita.

botulino cartello zuppa
Avviso per la clientela appeso nel banco frigo di un supermercato per allertare le persone che hanno acquistato la zuppa di legumi e cereali

Botulismo – scheda a cura dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie

Clostridium botulinum appartiene alla famiglia delle Bacillaceae, e produce sette potenti neurotossine indicate con le lettere da A a G.  Il microorganismo  vive nel suolo in assenza di ossigeno e produce spore che possono rimanere dormienti finché non si presentano le condizioni idonee per la crescita. Nell’uomo la maggior parte degli episodi di botulismo sono provocati dall’ingestione di cibi prodotti in casa (il 90% dei casi di botulismo mondiale è legato al consumo di conserve artigianali o casalinghe). I principali veicoli di tossina sono le verdure in scatola ( in olio e in acqua ), le conserve di pesce e la carne conservata.

imagesLa diagnosi clinica viene confermata dall’isolamento delle spore botuliniche dall’alimento e dalle feci del paziente (per il botulismo infantile), ma soprattutto dal rilevamento della tossina nell’alimento.  Indipendentemente dal tipo di botulismo, una volta ingerita o sintetizzata in loco la tossina botulinica si lega alle terminazioni nervose colinergiche e impedisce il rilascio di acetilcolina nei nervi periferici, determinando in tal modo paralisi flaccida nei soggetti colpiti. Il quadro sintomatologico che ne risulta comprende difficoltà della visione e nell’articolazione del linguaggio, disfagia, secchezza delle fauci, debolezza dei vari distretti muscolari che dalla parte superiore del corpo passa agli arti inferiori. Si può giungere a morte del soggetto per arresto respiratorio a meno che non si intervenga con respirazione assistita.

Tra il 1993 –1999, in Italia, si sono registrati 259 casi di botulismo, sostenuti, nei 156 casi confermati tramite indagine di laboratorio, da tossinotipo B nel 90% dei casi e da tossinotipo A nel 10%. La metà di questi è riferibile al consumo di conserve casalinghe; nello stesso periodo sono stati segnalati anche 15 episodi di botulismo causati dal consumo di prodotti industriali. Secondo i dati del ministero della Salute inoltre tra il 2000 e il 2006 si sono verificati in Italia altri 270 casi di botulismo alimentare.  Le tossine botuliniche sono anche considerate una potenziale arma di bioterrorismo, in quanto i cibi possono venire deliberatamente contaminati. La sorveglianza sul botulismo è pertanto prioritaria nei programmi di biosicurezza.

L’efficace prevenzione del botulismo alimentare si basa principalmente sull’applicazione di processi produttivi che utilizzino trattamenti termici in grado di distruggere eventuali spore presenti nell’alimento e sul mantenimento di condizioni chimico-fisiche che ne impediscono la vegetazione qualora queste siano sopravvissute. E’ necessario attivare efficaci sistemi di sorveglianza. Ogni caso di botulismo alimentare deve essere individuato tempestivamente poiché costituisce un’emergenza di salute pubblica.

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sabrina
sabrina
25 Marzo 2014 14:16

appena consumato passato di verdure della stessa azienda acquistato ieri a reggio emilia

!!!!!

Stefano
Stefano
26 Marzo 2014 09:35

Lo stesso prodotto, con marchio “Zerbinati” è in vendita all’Esselunga. Qualcuno sa se hanno ritirato il prodotto anche presso questa insegna?

G
G
28 Marzo 2014 09:05

Bisogna capire e magari anche spiegare che quando c’è un’allerta per un LOTTO di UN prodotto di UNA marca di una stessa azienda non significa che tutti i lotti di tutte le referenze di tutti i marchi di quest’ultima non sono buoni o sono contaminati e sono il diavolo, perchè molti commenti come il primo fanno capire questo, e che la gente in Italia capisce sempre questo.