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Il Ministero delle Imprese notifica a Bruxelles il nuovo decreto per contrastare la shrinkflation (*). Il testo prevede l’obbligo di segnalare le riduzioni di peso nei punti vendita e online per tre mesi.

Ieri il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha notificato alla Commissione il progetto di decreto legislativo contro la shrinkflation (*), rubricato “Misure di contrasto alle prassi commerciali di riporzionamento dei prodotti preconfezionati”. I prodotti preconfezionati possono subire diminuzioni della quantità netta a fronte di prezzi invariati o in aumento, quindi con aumento del prezzo reale per unità di misura, senza che ciò venga annunciato e senza che risulti evidente ai consumatori al momento dell’acquisto.

Per tutelarli sull’effettiva quantità di prodotto acquistato e al costo realmente sostenuto, la nuova norma prevede l’obbligo per produttori e dettaglianti (fisici e online) di garantire trasparenza in caso di riduzione rispetto al peso o al volume precedente, indicando la percentuale di aumento del prezzo.

Avviso di Shrinkflation

La norma interviene modificando l’art. 15 bis  del d.lgs. 206/2005 (Codice del consumo); l’adempimento dell’informazione deve essere assicurato con la trasmissione ai dettaglianti di una comunicazione standardizzata che informi che la confezione contiene una quantità netta inferiore alla precedente; i dettaglianti dovranno veicolare l’informazione ai consumatori esponendola nel punto vendita oppure sui canali di vendita online.

L’obbligo si applica per un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui il prodotto è messo in vendita nella sua quantità ridotta, esclusi i casi in cui la riduzione della quantità nominale sia conseguenza di una modifica della formulazione che incrementi la resa del prodotto o l’efficacia d’uso, mantenendo invariato il valore d’uso complessivo per il consumatore.

Due vasetti di marmellata di albicocche, uno grande e uno piccolo, sullo sfondo una ciotola di albicocche e mezza albicocca sul tavolo; concept: shrinkflation, sgrammatura, marmellate, confetture, conserve
Shrinkflation

In realtà già a fine 2024 le Camere avevano approvato in via definitiva il nuovo articolo 15-bis del Codice del consumo, che dal 1 aprile 2025 imponeva per sei mesi l’indicazione in etichetta della dicitura “Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quantità”, ma la UE aveva bacchettato l’Italia per aver violato la direttiva sulla trasparenza del mercato unico adottando la norma senza attendere gli esiti della notifica a Bruxelles.

Sproporzione

Per la Commissione, poi, la misura non era proporzionata: l’obbligo di inserire la dicitura proprio in etichetta costituiva “un importante ostacolo al mercato interno”, considerando che “sono disponibili altre opzioni meno restrittive” (per esempio una locandina o un avviso sullo scaffale, tra l’altro più evidenti) e il 12 marzo 2025 aveva annunciato l’apertura di una procedura di infrazione  inviando una lettera di messa in mora all’Italia.

Al governo non era quindi rimasto che posticipare l’obbligo dell’etichetta anti-shrinkflation al 1° ottobre 2025 con il decreto Milleproroghe; il provvedimento non è quindi del tutto nuovo, ma mette una pezza alla versione precedente, adottata alla leggera e violando le procedure. Se non ci saranno opposizioni la norma potrà essere introdotta a far data dal 15 luglio.

* La shrinkflation (o sgrammatura) è la pratica nella quale i produttori diminuiscono la quantità di prodotto mantenendo invariato – o talvolta aumentando – il prezzo.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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Massimo
Massimo
17 Aprile 2026 10:15

Sgrammatura + aumento di prezzo per me è una doppia truffa, non capisco come abbiano dato il permesso di prendere questa decisione!
Che vergogna

Amerigo
Amerigo
Reply to  Massimo
17 Aprile 2026 12:31

Legge ridicola, come ridicolo è lamentarsi e gridare alla truffa. In fase di acquisto DOVETE imparare a leggere il PREZZO AL KG!
Facessero piuttosto una legge che obblighi nei cartello prezzo ad utilizzare gli stessi caratteri e dimensioni tra prezzo a confezione e prezzo al kg invece che sti “paciughi”..

Davide
Davide
Reply to  Amerigo
18 Aprile 2026 06:35

Lo sport dell’italiano medio è lamentarsi sempre e comunque, eh? Invece di essere contento che si puniscano pratiche commerciali subdole, te la prendi con un comodo cartellino. Secondo il tuo ragionamento, le persone dovrebbero ricordarsi a memoria il prezzo al kg di tutti i prodotti che acquistano. Non solo: devono ricordarselo in maniera esatta, in tutti i punti vendita in cui vanno. Genio!

Amerigo
Amerigo
Reply to  Davide
18 Aprile 2026 10:53

Si vede che lei è un privilegiato e non sa quanto le era costato 1 settimana prima 1 L di latte. Probabilmente non è abituato a tenersi i conti e soprattutto a comprare dove le capita..beato lei!
Chissà perchè degli aumenti sulla benzina (venduta al L) invece se ne avvede subito..forse.

francis
francis
Reply to  Amerigo
18 Aprile 2026 20:00

Signor Amerigo, ha ragione lei ma ha ragione anche il signor Davide. Anche io per alcuni prodotti (tipo il tonno) mi ricordo il prezzo al chilo, ma è ben difficile farlo per molti prodotti. A volte è pure inutile, se devo prendere comunque QUEL prodotto (io uso un latte delattosato intero, e prendo sempre quella marca: quel che costa costa, so grossomodo qual è il prezzo). Altre volte è quasi impossibile ricordare il “preciso”: facciamo che la marmellata da 400 grammi la sgrammano a 380, a parità di prezzo il costo a chilo è circa quello. In sostanza, quando una marca vale l’altra vale la pena sapere il costo al chilo, diversamente quando voglio un certo prodotto no. Il grosso risparmio lo fanno gli sconti, prendere il solito prodotto ma col 30 40 perfino il 50 di sconto, quella è se possibile la strategia da seguire.
Il prezzo della benzina è facile da ricordare perché è UN SOLO prodotto… In più per “report” delle mie spese lo appunto, quindi ne ho perfino lo storico 🙂

francis
francis
Reply to  Massimo
17 Aprile 2026 22:17

Guardi che questa legge è nell’interesse del consumatore…. Sgrammatura + aumento di prezzo sono cose che GIA’ SUCCEDONO, questa legge serve ad “avvisare” il cliente quando succedono…

Osvaldo F
Osvaldo F
17 Aprile 2026 21:59

Devo dire che dubitavo si potesse arrivare a questa norma, “penalizzante” per i produttori. Sono stato smentito. Meglio così.
C’è il possibile problema dei controlli. Da questo punto di vista, mi auguro che i produttori seguano la strada più semplice: invece di infilarsi nella procedura di dover segnalare questa cosa che nei confronti del consumatore è anche “antipatica”, non modifichino il contenuto delle confezioni, fine del problema. Potranno aumentare il prezzo, ma questo fa parte del “gioco”.
Sul piano pratico, c’era un sistema a mio parere più semplice poiché più facile da controllare: vietare le grammature “strane”. Confezioni da 50 grammi o multipli (meglio ancora da 100 o multipli). No confezioni da 230 grammi… Riduci da 250 a 200? E’ molto più evidente, senza bisogno di segnalare nulla.
Poi magari qualcosa le aziende si inventeranno, tipo modificare la composizione per fare finta che non sia lo stesso prodotto, staremo a vedere. Vigileremo insieme a IFA. Buon lavoro

Osvaldo F
Osvaldo F
17 Aprile 2026 22:07

A proposito di sgrammatura, sono al bar ed ho preso un gelato “MAGNUM” utopia double cherry: è nota la parabola del peso degli “ex” gelati Magnum… Siamo ai minimi termini: 85ml, 71 grammi… Meno di un cremino… Finito, in bocca resta la voglia…

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