Capita spesso di ricevere in redazione segnalazioni da parte di lettori e lettrici riguardanti prodotti deteriorati o ammuffiti ben prima della data di scadenza: un problema comune, che si verifica piuttosto di frequente. L’ultima segnalazione di questo tipo riguarda una confezione di tortellini Giovanni Rana con muffa. Di seguito la lettera giunta in redazione con la risposta dell’azienda.
La lettera
Ho acquistato codesta confezione (di Sfogliavelo alla carne Giovanni Rana, ndr) presso il supermercato Conad di via Madama Cristina 66, a Torino. La confezione integra, conservata in frigorifero, presenta un tortellino con muffa.
Rodolfo
La risposta di Giovanni Rana
Il Gruppo Rana concentra da sempre i maggiori investimenti in Ricerca e Sviluppo, nella selezione accurata delle materie prime e in rigorosi controlli di qualità lungo tutte le fasi del processo produttivo, con l’obiettivo di garantire prodotti sicuri e di elevata qualità. Prima del rilascio dei nostri prodotti svolgiamo analisi accurate per verificarne la conformità e l’idoneità al consumo e effettuiamo controlli puntuali sull’integrità delle confezioni.
Gli ambienti di produzione e confezionamento, così come le attrezzature e le linee produttive, sono progettati secondo i più rigorosi standard igienico-sanitari e costantemente monitorati dal nostro Controllo Qualità. Inoltre, utilizziamo sistemi tecnologici avanzati per verificare l’integrità e la corretta sigillatura di ogni confezione.
Relativamente a quanto indicato dal consumatore, possiamo ipotizzare che la formazione di muffa nel prodotto acquistato possa essere riconducibile a un microforo nella confezione che può verificarsi successivamente alla fase produttiva, ad esempio durante le fasi di commercializzazione o trasporto.
Ci auguriamo che queste informazioni possano risultare utili. Il nostro Servizio Consumatori rimane a disposizione del consumatore per fornire ogni ulteriore chiarimento o supporto in merito alla segnalazione.
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Da quando il mondo è mondo gli alimenti conservati male presentano muffa. Mi chiedo se una notizia del genere valga davvero un articolo o meriti una risposta dall’azienda. Come è possibile che il consumatore non giunga spontaneamente alla ovvia conclusione che quasi certamente, in un modo o nell’altro, è entrata aria nella confezione? Nessun intento polemico nel mio commento, sia chiaro, solo domande (e probabilmente curiosità) nel comportamento di alcune persone.
Lavoro da una vita nella GDO, le assicuro che non ha idea delle sceneggiate che i clienti fanno in negozio relativamente a prodotti con problemi simili, problemi di cui oggettivamente nessuno ha colpa.
Anche io ho lavorato nella GDO, però le cose vanno viste da entrambi le parti, perché seppure sia vero quello che ha scritto c’è anche in alcuni dipendenti scarsa attenzione, visto da me: prodotti lasciati scongelare mentre chiacchierano, trovati in giro abbandonato dai clienti negli scaffali e riportati in vendita( catena del freddo addio), prezzi non aggiornati o messi nei posti sbagliati per fare in fretta, confezioni bucate o forate con i taglierini mentre si sbancala e potrei continuare per molto….poi è normale che quando ti succede sempre più spesso di avere prodotti con problemi diventi intollerante, dati che li hai pagati per buoni.
P.es. io ne ho idea, certo, però raramente mi è capitato di vedere clienti protestare, ma succede.
Ma vogliamo parlare della bassa qualità che spesso i prodotti industriali, oltrettutto fomentano e favoriscono il mercato con importazioni e produzioni di semi lavorati alimentari di pessima qualità.
O p.es. recente di quel macello di Mantova, la Bervini Primo srl, utilizzava carni scadute.
E la verità su molti prodotti insaccati, salsicce, ecc non di meno, la delicata filiera della pasta ripiena.
E voi qui ve la cantate e suonate come se fossimo ancora in uno Stato democratico, ormai più simile a un regime destricolo, si preoccupa, prende cura dei suoi cittadini, e raramente queste cose dovrebbero accadere?
Non mi sembra che Nemmeno nella lettere ci siano polemiche , solo una segnalazione di una anomalia, un solo tortellino sicuramente è anomalo, se tutto fosse così sicuro e perfetto non ci sarebbero richiami di prodotti, se nessuno segnala non si migliora e non si controlla….
Purtroppo può capitare nel trasporto nell’impostare dentro i frigoriferi qualche foro,in fine hai visto che c’era della muffa lì buttavi e basta.
Io personalmente ne ho acquistato ultimamente almeno una decina di buste erano buonissime specialmente al crudo e gamberi ottimi.
Doveva portarli in negozio e farseli rimborsare…
Per il sig. Vincenzo.
In linea di massima, è giusta la Sua osservazione. Tuttavia, se in buona fede, le anomalie vanno sempre segnalate al produttore. I feedback, rappresentano informazioni che, se sensate, possono rappresentare elementi di miglioramento per il produttore. I reclami, le non conformità, le segnalazioni… stimolano l’azienda all’eccellenza.
Un microforo nelle confezione? E tutte le parti della linea diconfezionamento sono esenti assolute da muffe? E nell’ambiente di produzione e confezionamento di prodotti umidi esenti assoluti da muffe?
L’ottimismo aiuta, ma non risolve tutti i problemi che andrebbero analizzati ed anche gestiti per migliorare le condizioni di lavorazione degli alimenti freschi e non sterilizzati.
A mio parere, l’azienda produttrice invece di scaricare il problema sulla distribuzione, bene avrebbe fatto a ringraziare il segnalatore inviandogli un cartone del prodotto contaminato ed assicurarlo di un attento e scruoloso controllo di ogni possibile causa della contaminazione del lotto incriminato sulle giacenze di magazzino, anche insieme alla filiera distributiva .
Sono pienamente d’accordo con lei,le grandi aziende scaricano le colpe ad altri.
Possibile che un micro foro danneggiato un solo tortellino?
Ma per assurdo anche se fosse il consumatore andrebbe risarcito
É l’atmosfera modificata della confezione a preservare il prodotto dopo il confezionamento
Le muffe necessitano di una minima quantità di ossigeno per svilupparsi ed il confezionamento in atmosfera controllata purtroppo non elimina totalmente l’aria e l’ossigeno presente in origine nel prodotto.
Colgo l’occasione, per esternare la mia preoccupazione per il MERCOSUR, più che i contadini, siamo noi consumatori a doverci preoccupare, perché i prezzi estremamente vantaggiosi, garantito da produzioni di frutta e verdura protette da pesticidi fuori controllo, in uso legale nel sud America, e in gran parte da noi vietati, intaccheranno la nostra salute, in modo grave, complici I grandi distributori che per soddisfare l’esigenza di ogni insegna della GDO, nella gara al prezzo più basso, faranno sparire i NS prodotti, che già vantano importanti trattamenti. MERCOSUR è già qui, mi è bastata vedere la trasmissione sul tre della Rai, vedi chi viene a cena, a proposito dei metodi di produzione, in quei Paesi, di caffè e banane, dove si salvano SOLI le biologiche, mentre le altre avevano mediamente 9 pesticidi, alcuni dei quali vietati da anni in Europa, e che compromettono l’apparato riproduttivo. Ora mi chiedo, ma chi ci difende ? C’è omissione di atti dovuti o è previsto che si chiuda un’occhio ? Possibile che la salute umana, di noi consumatori, ma anche dei poveri agricoltori che vengono spinti a maneggiare questi prodotti chimici, valgano molto meno del business di qualche importante multinazionale ? , Siamo sempre sotto attacco, oggi al mercato di Cusano Milanino, alcuni etti di verdura,, consegnatami in un sacchetto di plastica pesante, blu, puzzava terribilmente di volgarissima plastica. Dico al magrebino, lo sai che è vietata da anni, si, da 5, ma a se chiedo 25 cent. per uno bio, il cliente non lo vuole. È tutto nella tua testa, visto che gli altri pesano, nel sacchetto bio e non lo fanno pagare. Vado dai vigili urbani, ore 12,40 chiuso, municipio chiuso, mercato, molto grande , abbandonato a se stesso, basta incassare l’occupazione spazio pubblico, poi…. In realtà mi avrebbero detto che non spetta a loro ma all’ASL, anche se, mi risulta che è il Sindaco il tutore responsabile della salute dei cittadini. In macchina, vi assicuro con I finestrini aperti. Sacchetti prodotti in nero in qualche scantinato chiuso dove i lavoratori venderanno la loro Salute,
Semplicemente la filiera trasporto e stoccaggio non sono impeccabili, basta una piccola escursione termica per provocare prima brina, nella confezione, e poi alterazione nei prodotti. Bene con tutto rispetto non tutte le filiere GDO riescono a rispettare alcuni parametri e quindi corretti stoccaggio
Sono molti anni che uso prodotti di Giovanni rana e altre aziende, non ho mai riscontrato anomalie del genere; ma visto che sono prodotti freschi e sigillati allA perfezione, faccio molta attenzione quando prelevo unA confezione da scaffale o banco frigo, quante volte vediamo commessi che nel deporre le confezioni nella fretta cadono? Può capitare è normale amministrazione basta verificare bene la confezione integra prima di poggiare nel cesto e non buttarla nel cesto come tanti sarchiaponi fanno si perché anche la compressione dell’urto può danneggiare la confezione . Auguriamoci sempre che restino sempre attive aziende come questa . Preciso non sono un dipendente ma un pensionato del sud buon pranzo a tutti.
tutte le ditte prese in castagna rispondono inevitabilmente magnificando la loro attenzione nel lavoro, nel rispetto delle leggi, nella perfezione delle tecniche usate per poi cavarsela con le solite due righe di scuse e tanti saluti: in pratica un enorme “cappello” autoassolvente e la magagna in pochissimo rilievo!
Buongiorno,sono certa che l’Azienda, che lavora con standard molto alti,nulla c’entri con questa problematica
Ho lavorato in supermercati anche importanti dove non sto’ a specificare come la conservazione e la cura dei prodotti sia ridotta ai minimi termini