Una lettrice ci segnala un problema che capita piuttosto di frequente: un prodotto che si deteriora molto prima della scadenza, o che, addirittura, lo era già nel momento in cui lo abbiamo portato a casa. Quali sono le cause? Di seguito la lettera giunta in redazione, con la risposta di Beretta.
La lettera
Dopo aver comprato la pancetta Beretta, portandola a casa mi sono accorta che una confezione era integra l’altra era imbrunita come in foto. Poiché la spesa non l’ho fatta io, ma mi è stata preparata da Famila, non ho potuto vedere prima la condizione del prodotto. Ed era ben oltre a un mese prima della scadenza del 12/01/2026. Come mai il prodotto era imbrunito? Quello che posso garantire io è che ho mantenuto la catena del freddo ritirando la spesa pronta (conservata in cella) e portandola immediatamente in frigorifero. La confezione era ben sigillata.
Samira
La risposta di Beretta
Gentilissima, anzitutto la ringraziamo per la sua segnalazione, esprimendo il nostro rammarico per l’inconveniente occorsole, posto che la Scrivente è solita ottemperare ossequiosamente a tutte le prescrizioni in materia di autocontrollo aziendale, con particolare riguardo alle procedure di controllo della qualità e di sicurezza delle materie prime nonché del prodotto finito.
Proprio in virtù di ciò, abbiamo provveduto ad effettuare i dovuti accertamenti, attivando una procedura di garanzia finalizzata ad accertare l’episodio da un punto di vista tecnico, provvedendo a uno scrupoloso vaglio dei processi produttivi e delle misure di sicurezza presso il nostro sito produttivo.
Orbene, all’esito degli accertamenti di cui sopra, comprensivi di controllo sui contro campioni, controllo saldature e atm, possiamo dedurre che l’imbrunimento di una delle due vaschette sia da attribuire all’ingresso di aria nella medesima, causata accidentalmente da un microforo della confezione, andando dunque a deteriorare il contenuto.
Sono sufficienti, invero, microfori – spesso non rilevabili ad occhio nudo – per causare la fattispecie da lei lamentata. Certi di aver acclarato la questione, per qualsiasi ulteriore necessità o dubbio la invitiamo a contattarci in qualsiasi momento tramite i riferimenti disponibili sul nostro sito web. Restiamo a disposizione e porgiamo cordiali saluti.
© Riproduzione riservata Foto: inviate dalla lettrice




Mamma mia che supponenza nel tono e nella forma volutamente aulica di Beretta..
io ho trovato la risposta davvero ben fatta.
Quello che non é ben fatto e la richiesta di spiegazioni all’azienda produttrice e non al commerciante che ha venduto la merce, che é RESPONSABILE di quel che vende. Lo dice la legge.
Quando uno in una risposta mette i termini”orbene”,”invero” ed “acclarato” vuol far vedere che alle superiori ha fatto il classico…non sta mica scrivendo all’Accademia della Crusca…
Dò ragione ad entrambi. La risposta è ben fatta, ma un servizio clienti usa toni “scrivi come mangi”…, sia per chiarezza sia perché non sai il livello di chi hai di fronte. Devi quindi essere comprensibile.
Commento senza senso. La risposta è in ITALIANO. Possono apparire desueti alcuni termini, ma TUTTI hanno ben compreso il testo, che è l’ obiettivo di qualsiasi comunicazione.
Chi ha risposto è un Avvocato, un professionista serio e puntuale, proprio come un Avvocato deve essere. Se vuoi commentare attieniti al punto della questione, sempre che tu riesca a capirlo.
Mi chiedo perché scrivere al produttore e non chiedere al commerciante che è il primo responsabile.
Infatti. Ed il primo che deve rimborsare direi, nell’immediatezza dell’evento era dimostrabile che il prodotto era giunto al compratore in quello stato. Magari importo esiguo, per la lettrice poteva essere scomodo tornare al negozio.
Peraltro questo dei microfoni, in rapporto soprattutto al problema botulino, è uno dei problemi a cui sto molto attento negli alimenti in busta, non è facile capire se si sta verificando una perdita di aria, a meno che la busta non sia chiaramente sgonfia
Un microforo ci sta, ma ci sta anche un “failure” nell’aggiunta dell’atmosfera protettiva CO2/N2, con il prodotto che finisce sigillato con la sola aria.
Microforo. Intanto ci ha rimesso il cliente. Nessun rimborso ?
Non è il produttore che rimborsa e il cliente NON HA CHIESTO IL RIMBORSO, ha chiesto un’ altra cosa.
Non vedo nulla di eccezionale, queste cose accadono, anche mettendo in atto tutti i controlli richiesti dalle normative, non c’è da additare una azienda o l’altra, l’importante è che il rivenditore si faccia carico di sostituire o risarcire il costo del prodotto, nel caso si rifarà del costo sul diretto produttore, a conferma della casualità e della bontà del prodotto, la confezione rimasta integra era di bell’aspetto e sicuramente commestibile, se c’è un colpevole è sicuramente l’addetto che ha preparato la spesa, vista la confezione non più a norma avrebbe semplicemente dovuto eliminarla, in Italia abbiamo in essere nelle nostre aziende, rispetto al resto d’Europa, i più severi controlli e applicazione in tutti i processi produttivi, non demonizziamo le nostre aziende che sono un’eccellenza che tutti ci invidiano.
Ciao, questi microfoni succedono quando le persone prendono in mano le confezioni e con le unghie o anelli girano le pellicole, ho visto!
I microfori avvengono per altre cause. Forse Lei si riferisce agli alimenti imballati nelle pellicole trasparenti che sono più fragili.